Il Genere fantastico in Calvino

Italo Calvino e il genere fantastico: tra realtà e immaginazione

Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas de la Habana. La sua vita, segnata dal fascismo e dalla Seconda Guerra Mondiale, influenzò profondamente la sua formazione letteraria. Nel 1944, dopo l’esperienza da partigiano, scrisse il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, che riflette le difficoltà e le sfide del periodo storico. La sua militanza nel movimento partigiano ebbe un ruolo fondamentale nella sua crescita come scrittore, portandolo a collaborare con la casa editrice Einaudi.

La passione di Calvino per il genere fantastico

Italo Calvino ha sempre avuto una profonda passione per le fiabe, e questa inclinazione lo portò a scrivere opere che rientrano nel genere fantastico. Tra le sue opere più celebri troviamo I nostri antenati, una trilogia che include Il barone rampante, Il cavaliere inesistente e Il visconte dimezzato. Questi racconti esplorano mondi immaginari, ma anche riflessioni sulla natura umana, sulla libertà e sul destino. Sebbene fosse anche un grande appassionato di fantascienza, Calvino si concentrava più sul passato che sul futuro nelle sue storie, costruendo un universo in cui il fantastico si intreccia con la realtà.

Le città invisibili: un’opera di riflessione e fantasia

Un’altra delle sue opere più significative è Le città invisibili, pubblicata nel novembre del 1972. Il libro è strutturato in nove capitoli, ognuno dei quali racconta un dialogo tra Marco Polo e l’imperatore dei tartari Kublai Khan. In questi dialoghi, Polo descrive le città che ha visitato nel vasto impero del Khan, creando un universo immaginario di cinquantacinque città, tutte con un nome di donna. Le città sono suddivise in undici sezioni, ognuna delle quali racconta qualcosa di diverso sulla natura della città stessa.

Un esempio emblematico di questa riflessione è l’estratto di Maurilia, dove la città esiste in due versioni: quella moderna e quella del passato, visibile solo attraverso vecchie cartoline. Il viaggiatore è invitato a lodare la città attuale, ma quando osserva le cartoline, si accorge che i luoghi sono radicalmente cambiati (una gallina al posto della stazione degli autobus, un chiosco della musica al posto di un cavalcavia). Questo passaggio stimola una riflessione sulla nostalgia per il passato e sui cambiamenti che avvengono nel tempo.

Il cambiamento delle città: Bologna come esempio

Anche la nostra città, Bologna, ha conosciuto cambiamenti significativi. Pensiamo, ad esempio, ai trasporti: i vecchi e rumorosi bus a gasolio stanno progressivamente lasciando spazio ai mezzi elettrici, e i lavori per il tram cambieranno ulteriormente il panorama urbano. Inoltre, negli ultimi anni, sono spuntati supermercati a ogni incrocio, trasformando il volto della città. Come per le città invisibili di Calvino, anche Bologna sta subendo una continua metamorfosi. Speriamo che questi cambiamenti possano avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone che vivono in città.

Gabriel, Roberto, 3B